“L’Olio è Cooltura”, firmato Fondazione Italiana Sommelier

LATINA – Quando si riesce a fare cultura in modo sapiente ma piacevole, quando si arriva a sollecitare la passione e l’interesse di tante persone in modo semplice e spontaneo, quando si ha la possibilità di ritrovarsi in un luogo bello, situato in mezzo a un parco, elegante e dai grandi spazi, la cultura diventa COOLtura, un connubio di conoscenza e bellezza, di competenza e fascino, di qualità e bontà. La Fondazione Italiana Sommelier da molti anni, ormai, ha raccolto il testimone da Luigi Veronelli e si è assunta la responsabilità di diffondere la cultura dell’Olio, e lo fa organizzando Corsi, Seminari e altre Attività legate a questo mondo.

Ieri sera, nella magnifica location di Villa Latina, la più grande degustazione di Oli EVO guidata, a banchi di scuola, mai effettuata prima nel nostro territorio. Dieci Oli nei bicchierini di fronte a ogni partecipante; dieci Aziende rappresentative delle eccellenze italiane, dal nord al sud; una degustatrice abile ed esperta, Daniela Scrobogna, che ha spiegato e guidato gli ospiti in un universo didattico, sensoriale e molto gradevole; una padrona di casa impeccabile, gentile, simpatica, disponibile e sempre brava, la “nostra” Master Sommelier Barbara Palombo che ha organizzato questa degustazione straordinaria, importante e completa. L’Olio è stato raccontato, presentato, degustato e abbinato con dei cibi appositamente preparati e serviti.

LATINA – La cultivar Casaliva del Trentino Alto Adige, prodotta dall’Azienda Frantoio di Riva, ha mostrato la sua delicatezza, di aromi e di gusto, che permette abbinamenti vari e giusti. Presente la Taggiasca dalla Liguria, con l’Azienda Anfosso; il Correggiolo, cultivar toscana, protagonista dell’Azienda Fontodi, dal naso ampio e avvolgente e dal gusto amaro e piccante, che ben ha esaltato i vari cibi proposti; l’Azienda Montecappone, dalle Marche, con la cultivar Raggia, leggermente mandorlata dalle note amari e piccanti non troppo incisive; e poi la Masseria Erasmi dall’Abruzzo, che ha prodotto un interessante blend di Dritta, Frantoio e Leccino; e il nostro Lazio, rappresentato da due produttori che erano presenti e hanno raccontato loro stessi il lavoro, l’impegno e la volontà necessari per riuscire a ottenere prodotti di qualità. Americo Quattrociocchi con il suo Olivastro, e Giuseppe Palombo, della Valle dell’Usignolo, con il suo Primevo, ambedue cultivar Itrana, coltivata in territori diversi con differenti caratteristiche. L’Olivastro si è distinto per le sue peculiarità di olio estremamente piacevole, di grande qualità, e importante “ingrediente” per la valorizzazione gastronomica. Dalla Puglia due Aziende famose per i loro prodotti buoni e ricchi di sensazioni organolettiche intense e complesse: l’Aziena Intini, da Alberobello, con la sua Cima di Mola, dal naso con note erbacee e dal gusto deciso; e l’Azienda di Donato Conserva, che con la sua Mimì ha mostrato la complessità e la determinazione all’olfatto e al gusto della cultivar pugliese Coratina, che conferisce intensità e struttura all’Olio. Infine dalla Sicilia, l’Azienda Tenuta Vasadonna, con la Nocellara Messinese, coltivata alle pendici dell’Etna, in un ambiente pedoclimatico unico e favorevole alla pianta dell’ulivo. A conclusione della serata non poteva mancare un brindisi per suggellare una riunione così prestigiosa: l’Azienda Pighin ha voluto essere parte integrante con la sua Ribolla Gialla spumantizzata, dalle delicate sfumature fruttate e dal sorso brioso ed armonico.

Una degustazione molto interessante e soprattutto molto utile per aver sottolineato i punti fondamentali di questo prodotto, l’OLIO EVO, che è davvero necessario incontrare e conoscere perché basilare per la nostra salute. Allora grazie a Barbara Palombo e alla Fondazione Italiana Sommelier per contribuire sempre e in modo encomiabile alla diffusione della COOLtura nel nostro Paese.