Una vendemmia di qualità, parola di Confagricoltura Latina

Una annata con buoni risultati sul piano della qualità quella del settore vitivinicolo che rilancia l’impegno di Confagricoltura Latina per chiedere politiche a sostegno della commercializzazione (anche a fronte delle recenti perdite legate all’emergenza Covid), e per la valorizzazione del prodotto “che va fortemente legato – sottolinea il direttore Mauro D’Arcangeli – alla storia del nostro territorio”.

Confagricoltura Latina conferma che la vendemmia 2020 offre un prodotto con un buon grado alcolico e zuccherino. Il vino realizzato con le uve della provincia di Latina sarà quest’anno particolarmente profumato, corposo e robusto grazie anche al tempo e all’assenza, nei mesi estivi, di particolari fenomeni atmosferici che hanno tra l’altro garantito ottime rese.

Da qui Confagricoltura Latina rilancia proprio sull’importanza di dare sostegno a quella che definisce una coltura “antica” sul territorio pontino. “Le colture vitivinicole – spiega ancora il direttore D’Arcangeli – sono presenti in questa provincia da moltissimi secoli. La bonifica ha poi portato l’esperienza di chi, arrivando dal nord Italia, ha offerto un contributo che si è rivelato prezioso e che si riscontra nella bontà dei prodotti provenienti dalle uve bellone, dal nero buono, dal grechetto, dal cecubo e da molti altri vitigni. Insomma: la storia di queste uve, la storia dei nostri territori, va legata fortemente al prodotto che le nostre aziende vinicole portano sulle tavole di tutto il mondo”.

“Proprio per le ragioni espresse dal direttore D’Arcangeli – spiega il presidente di Confagricoltura Latina, Luigi Niccolini – è necessario un accordo di filiera per la promozione dei vitigni autoctoni del nostro territorio e, come detto in più occasioni, delle politiche serie che sostengano davvero la commercializzazione. Le perdite avute anche a causa dell’emergenza Covid legate al mondo della ristorazione, si possono recuperare grazie a questa annata sul piano della produzione e a giusti investimenti da parte delle istituzioni che, va ricordato, possono sempre contare sul nostro lavoro e la nostra esperienza e, in generale, su quello dell’intero comparto agricolo”.